Nei primi mesi del 1510 G. si dedicò al consolidamento del potere pontificio nei suoi territori, e a marzo ottenne dai Cantoni svizzeri un accordo quinquennale per il rifornimento delle milizie necessarie. M. tornò di nuovo sull’impresa di Perugia in Discorsi I xxvii evidenziando come G. si mise alla mercé di Giampaolo Baglioni confidando temerariamente (ma con successo) nella propria autorità. M. guarda con grande attenzione alla «natura» di questo pontefice, al suo carattere brusco e collerico, al suo essere così lontano dal suo ideale di principe «prudente» che sa «vedere discosto». La maturazione di questa clamorosa posizione antifrancese di G., successiva alla sconfitta dei veneziani ad Agnadello, è testimoniata da M. nella terza legazione in Francia, svoltasi dal 20 giugno al 24 settembre 1510: «la rottura tra ’l Papa e questo Re si crede si possa dire certa [...] considerando quello si mormorava qua» (M. ai Dieci, 18 luglio 1510, in LCSG, 6° t., p. 433). M. si trova qui a registrare le fibrillazioni della Repubblica fiorentina di fronte al cambio di rotta di G. che mette in grande disagio i fiorentini, filofrancesi ma impossibilitati, in ogni caso, a rompere con il papa. La riforma monetaria di Giulio II. M. sapeva bene chi fosse «San Pietro ad Vincula», sapeva che G. era alla quarta partecipazione al conclave, che aveva mancato di un soffio l’elezione nell’ultimo, recentissimo, del settembre 1503, quando nella prima votazione aveva ottenuto il maggior numero dei voti, che era insomma un cardinale potente e temuto già da una ventina d’anni. Jules II, Paris 1898; R. Honig, Bologna e Giulio II. In appoggio al papa intanto affluivano in Italia le milizie dei Cantoni svizzeri e contemporaneamente aumentavano le difficoltà dell’esercito francese. I buoni rapporti con Cesare Borgia, tuttavia, non durarono a lungo: il 2 dicembre 1503 Cesena e le altre città conquistate dal Valentino rientrarono in possesso del papa; negli stessi giorni il Borgia fu arrestato e rinchiuso in Castel Sant’Angelo, e l’uomo di fiducia del Valentino, don Micheletto, imprigionato nei pressi di Cortona, fu condotto a Roma e consegnato, il 9 gennaio 1504, al papa. – Appartenente alla gente Giulia, gente patrizia romana che, già illustre nel sec. Tuttavia M. è disposto a riconoscere un lato costruttivo della politica di G., come si legge in Principe xi 12-15, 18: Surse di poi Alessandro VI, il quale, di tutti e’ pontefici che sono mai stati, mostrò quanto uno papa e col danaio e con le forze si poteva prevalere; e fece, con lo instrumento del duca Valentino e con la occasione della passata de’ franzesi, tutte quelle cose che io discorro di sopra nell’azioni del duca. Leonardo presso Giulio II nei promi mesi del 1505. G., privo di ponderazione e di senso della misura, è riuscito a vincere (quasi) disarmato grazie al suo «impeto» e grazie – soprattutto – ai «tempi» concordanti in cui si trovava a operare. L’arte dello stato e la cognizione delle storie, Roma 2006; A. Capata, L’immagine machiavelliana di Giulio II nella Legazione presso la corte papale del 1503, in Giulio II. L’11 novembre G. entrò trionfalmente in città. Attualità. 65-80. di Alessandro Capata - Seguì quindi la lotta contro i Baglioni di Perugia e i Bentivoglio di Bologna, intrapresa in condizioni di netta inferiorità militare anche se in accordo con la Francia e Firenze, seguita da M. nella seconda legazione presso la corte papale del periodo 25 agosto-26 ottobre 1506. Inviato nel 1507 in Germania presso la cor-te imperiale, dedicò a questa esperienza tre scritti: Rapporto di … Nell’ottobre 1503 a Roma presenzia al conclave che elegge papa Giulio II, acerrimo nemico dei Borgia. Giuliano Della Rovere, nato ad Albisola, presso Savona, il 5 dicembre 1443 da Raffaello e Teodora di Giovanni Manirola, entrò nell’ordine francescano sotto la protezione dello zio Francesco Della Rovere che lo inviò a Perugia per seguire gli studi giuridici. 3, 1904, pp. 2. Storia. By using our site, you agree to our collection of information through the use of cookies. Acquista LEONARDO da VINCI e papa GIULIO II. Maria Grazia Blasio, Machiavelli, Giulio II e il principato ecclesiastico Isabella Iannuzzi, Le radici culturali di uno spagnolo alla corte papale: Bernardino de Carvajal Rosanna Alhaique Pettinelli, Raffaele Maffei e i Commentarii Urbani Rossella Bianchi, Pier Francesco Giustolo fra Pomponio Leto e Angelo Colocci Storia del suo pensiero politico, Napoli 1958, Bologna 19933; L. von Pastor, Storia dei papi dalla fine del Medioevo, 3° vol., Roma 1959, e 2° vol., Roma 1961, ad indices; F. Chabod, Scritti su Machiavelli, Torino 1964; C. Fusero, Giulio II, Milano 1965; M. Caravale, A. Caracciolo, Lo Stato pontificio da Martino V a Pio IX, Torino 1978, pp. Filosofia. Sorry, preview is currently unavailable. 509-82; J.K. Klackzo, Rome et la Renaissance. Ostile ad Alessandro VI, alla ... Giùlio II papa. G. ereditò dal papa borgiano il pieno controllo del territorio della Romagna e la sconfitta delle potenti famiglie baronali degli Orsini e dei Colonna, ma soprattutto «la via aperta al modo dello acumulare danari». L’elezione dello zio al soglio pontificio come Sisto IV, avvenuta il 9 agosto 1471, gli consentì di compiere una folgorante carriera ecclesiastica: il 16 ottobre di quello stesso anno fu nominato arcivescovo di Carpentras e legato d’Avignone e il 15 dicembre cardinale di S. Pietro in Vincoli. Grande importanza ebbero invece per la sua formazione artistica le suggestioni artistico-letterarie della corte ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Inoltre, l’editto di convocazione del concilio pisano organizzato dai francesi fu dichiarato non valido e fu pronunciato l’interdetto contro Pisa (il concilio pisano, che si aprì poi il 5 novembre, denunciò i costumi corrotti di G., ma non ebbe il successo sperato, e dopo le prime riunioni si trasferì a Milano). Giampaolo Baglioni, Giulio II e i ‘Ghiribizzi al Soderini’, in Machiavelli e il mestiere delle armi; guerra arti e potere nell’Umbria del Rinascimento, a cura di A. Campi, E. Irace, F. F. Mancini, M. Tarantino, Perugia, Aguaplano, 2014, pp. L'esempio di papa Giulio II della Rovere è già stato prodotto da Machiavelli in altri capitoli del trattato, anzitutto nel cap. Ostile ad Alessandro ... Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 57 (2001). Il 28 ottobre 1498, in un periodo di momentanea rappacificazione con la famiglia Borgia che comportò la restituzione dei benefici perduti, Giuliano accolse solennemente in Avignone Cesare Borgia sulla via della Francia, dove questi intendeva prendere possesso del ducato di Valentinois concessogli da Luigi XII. 107-111 Una volta rinvigorita l’autorità pontificia sul Contado Venassino (regione di Avignone), nel settembre del 1476 Giuliano lasciò Avignone e rientrò in Italia. 3. Il 1° novembre 1503, poche settimane dopo la morte di Pio III, il cardinale Giuliano Della Rovere fu finalmente eletto papa a larghissima maggioranza, anche con l’appoggio dei cardinali spagnoli fedeli ai Borgia. [Nicolo Machiavelli al Magnifico Lorenzo de’ Medici] ... agli attacchi dei Veneziani e, nel 1510, a quelli del Papa Giulio II, è unicamente perché la sua famiglia era già stabilita da lungo tempo nel suo ducato. Niccolò Machavelli e Francesco Soderini. La prima preoccupazione ‘pratica’ legata all’elezione di G. risiede per M. nel clima di ‘sospetto’ unanimismo in cui era maturata la sua rapidissima elezione. In una più tarda lettera a Francesco Vettori, del 29 aprile 1513, M. definisce il pontefice «instabile, rotto, furioso, misero», mentre nella minuta della stessa lettera, lo chiama «instabile, rotto, impetuoso, avaro». Poi si paria di Giulio II che è stato un uomo impetuoso perché si impadronì di Bologna senza che nessuno glielo impedisse. Si giunse così alla battaglia di Agnadello (14 maggio 1509) che vide una clamorosa sconfitta dell’esercito veneziano. 404-05), un colpo indiretto alla memoria e all’opera di G. sferrato da M. attraverso l’attacco nel VII e nell’VIII libro alla figura di Sisto IV Della Rovere, definito «lupo e non pastore» (Istorie fiorentine VIII xi 2). Figlio di Bernardo di Niccolò Buoninsegna, dottore in legge, e di Bartolomea de' Nelli, soffrì in gioventù delle ristrettezze economiche della famiglia, che pure apparteneva all'antica e illustre nobiltà dei Machiavelli, feudatari guelfi di Montespertoli. A lui si deve la fondazione dei Musei Vaticani e viene ricordato dalla storiografia come il “papa guerriero” e “il papa terribile”. Nelle sedute successive fu dichiarato illegittimo il concilio pisano-milanese, che il 4 giugno si trasferì ad Asti e infine a Lione. Giulio II inganna colpevolmente Cesare: “Giulio sol lo nutrì di speme assai, | e quel Duca in altrui trovar credettte | quella pietà che non conobbe mai”. In guerra con Ferdinando di Napoli, concluse la pace solo nel 1492, quando lo Stato della Chiesa era ormai paurosamente corroso da ribellioni ... Uomo politico (1475-1507), figlio di Rodrigo e di Vannozza Catanei, romana. 543-547, Francesco Soderini (da Enciclopedia Machiavelli, Roma 2015), Machiavelli, Giulio II, il principato ecclesiastico, in Metafore di un pontificato. […] [ma] la brevità della vita non li ha lasciato sentire il contrario; perché, se fussino sopravvenuti tempi che fussi bisognato procedere con respetti, ne seguiva la sua rovina. Dopo gli scritti politici presentati nelprimo volume, questo secondo raccoglie un'ampia scelta di lettere e legazioni, cioè i documenti dell'attività diplomatica di Machiavelli. Enter the email address you signed up with and we'll email you a reset link. Tutte imprese che gli riuscirono con «laude» perché non destinate a favorire «alcuno privato» (come nel caso di Alessandro VI con Cesare Borgia), ma concepite «per accrescere la Chiesa». 99 e segg. In realtà sappiamo che nel 1508 G. favorì l’acquisto del ducato d’Urbino da parte del nipote Francesco Maria Della Rovere che era in ogni caso il legittimo erede per parentela con i Montefeltro. In primavera G. si trasferì a Rimini, dove ebbe notizia di un concilio antipontificio che si sarebbe dovuto aprire a Pisa nel settembre, convocato da cardinali francesi con l’intenzione di muovere la crociata e riformare la Chiesa. In ottobre Machiavelli é a Roma per seguire il conclave. Il 4 ottobre fu stipulata la lega Santa fra il papa, Venezia, Ferdinando il Cattolico e – dal 17 novembre – Enrico VIII d’Inghilterra contro la Francia. Giulio II (1503-1513), Roma, Roma nel Rinascimento 2010, p. 29-43, Lettere diplomatiche (da Enciclopedia Machiavelli, Roma 2015). G. «non solum seguitò ma accrebbe» la politica energica di Alessandro VI, conquistò Bologna, spense i veneziani con la lega di Cambrai, cacciò i francesi dall’Italia con la lega Santa. Enciclopedia machiavelliana", Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 2014, vol. Iulius]. E benché la ’ntenzione sua non fussi fare grande la Chiesa, ma il duca, nondimeno ciò che fece tornò a grandezza della Chiesa: la quale dopo la sua morte, spento el duca, fu erede delle sua fatiche. Non mancano riferimenti a G. nell’Arte della guerra: nel VII libro Fabrizio Colonna, a proposito dell’opportunità o meno di riempire d’acqua i fossi che circondano le città, opta per la soluzione «senza acqua» perché più sicura, dal momento che in inverno spesso l’acqua dei fossi ghiaccia e rende più facile l’espugnazione di una città, «come intervenne alla Mirandola, quando papa Iulio la campeggiava» (§ 20), con allusione all’assalto roveresco del 1511. Machiavelli, Giulio II, il principato ecclesiastico -- Maria Grazia Blasio: Le radici culturali di uno spagnolo alla corte papale : Bernardino de Carvajal -- Isabella Iannuzzi: Raffaele Maffei e i Commentarii Urbani -- Roasnna Alhaique Pettinelli: Anche per tale ragione – e a causa della posizione del papa rispetto a Genova, staccatasi dalla Francia – i rapporti tra Luigi XII e G. divennero tesi, in particolare dopo il rifiuto del re, nel luglio del 1507, di consegnare al papa i Bentivoglio, rifugiatisi a Milano. Nicknamed the Warrior Pope or the Fearsome Pope, he chose his papal name not in honour of Pope Julius I but in emulation of Julius Caesar. Machiavelli conclude dicendo che gli uomini sono felici se la fortuna è …
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